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La psicologia del colore per ottenere un brand vincente

La psicologia del colore nella progettazione di un marchio

La psicologia del colore non è una scienza esatta. Gli esseri umani non sono degli automi programmati per recepire gli stessi stimoli, proprio per questo la percezione del colore varia da persona a persona. Naturalmente ci possono essere delle corrispondenze più o meno univoche a seconda del colore che stiamo analizzando, per questo la psicologia del colore gioca comunque un ruolo importante nelle scelte di marketing.

Un ottimo modo per creare una grafica, un logo o un’iconografia in relazione alla psicologia del colore, è sicuramente quello di riferirsi alla ruota dei colori. Osservando i collegamenti della ruota, infatti, è possibile notare i colori che si trovano all’opposto: tali colori si dicono complementari. Si possono creare ottime armonie scegliendo questo tipo di colori, anche se a volte è meglio evitare.

La psicologia del colore

La psicologia del colore e lo spettro elettromagnetico: rischi da evitare

Lo spettro elettromagnetico è l’insieme di tutte le frequenze delle radiazioni elettromagnetiche. Esso si compone dai raggi ultravioletti fino agli infrarossi. All’interno dello spettro esiste una sezione di frequenze, detta luce visibile, che rappresenta la gamma di colori che l’occhio umano riesce a codificare. Ovviamente, all’opposto di questo spettro si trovano due colori: il rosso e il verde. Nonostante essi siano colori complementari, la loro unione spesso genera delle difficoltà visive che vengono recepite come un leggero disturbo dall’occhio umano. Scrivere un testo rosso su uno sfondo verde, quindi, spesso è un pessimo esempio di utilizzo della psicologia del colore. Il risultato, infatti, sarà quello del totale abbandono della lettura da parte dei visitatori.

Occhio, quindi, a non farsi prendere troppo la mano dalla psicologia del colore, proprio per evitare un tracollo del piano di marketing.

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La psicologia del colore: i significati dei colori.

La psicologia del colore

Rosso: evoca aggressività, vitalità, forza e passione.
Arancione: evoca il divertimento, l’allegria e l’esuberanza.
Rosa: evoca la femminilità, l’innocenza, la morbidezza e la salute.
Giallo: evoca la positività, e la vitalità.
Verde: evoca tranquillità, la salute e la freschezza.
Blu: evoca l’autorità, la dignità, la sicurezza e la fedeltà.
Viola: evoca raffinatezza, spiritualità e mistero.
Marrone: evoca l’utilità.
Bianco: evoca la purezza, la sincerità e l’essere morbido e raffinato.
Grigio: evoca tristezza, la praticità e la mentalità aziendale.
Nero: evoca serietà, il carattere distintivo e l’audacia.

Il logo e la psicologia del colore: analizzando alcuni esempi

McDonalds

La psicologia del colore marchio McDonalds

Il logo del McDonalds è stato a lungo criticato, proprio per le sensazioni che emana nella mente di chi lo recepisce. Il rosso, secondo la psicologia del colore, dovrebbe essere in grado di richiamare l’istinto della fame, ma no solo. In termini di strategia di marketing, il rosso è un colore che spinge il consumatore ad acquistare e consumare velocemente. In questo modo un cliente McDonalds sarebbe spinto a mangiare con fretta proprio per fare spazio a nuovi clienti.

Inoltre, il logo McDonalds è composto anche dal colore giallo. In questo caso la psicologia del colore insegna che i bambini sono molto attratti da questo colore: il giallo, infatti, è un colore giocoso, simpatico e dà la sensazione di fare la cosa giusta.

Giallo e rosso, i colori McDonalds. Che ne dici, avranno studiato a fondo la psicologia del colore, oppure no?

 

Visa

La psicologia del colore marchio Visa

Analizzando il marchio Visa sotto il punto di vista della psicologia del colore, si può arrivare ad un risultato sorprendente.
Come prima cosa, il blu è il colore che salta subito all’occhio. Questo colore rappresenta fiducia, saggezza, regolarità, cordialità e pace. Purtroppo, però, il blu può anche essere associato a sentimenti meno nobili, come la depressione. Ma dopotutto, chi ha creato il marchio Visa aveva bene in mente le intenzioni dell’azienda: far buttare grandi quantità di denaro in mano alla stessa da parte dei clienti. Così, unendo una punta di giallo al design del logo, tutti i sentimenti negativi che potevano essere trasmessi dal blu, sono stati completamente eliminati. Il colore in questione, infatti, è allegro, ricco e simpatico.

Saggezza, ricchezza e fiducia. Chi scegliere se non Visa?

 

FedEx

La psicologia del colore marchio FedEx

L’invio e la ricezione della posta, sono spesso associati a colori netti, come il blu e il rosso.  FedEx utilizza il viola e l’arancione. Colori certamente analoghi al meglio. Colori che creano un’armonia pazzesca. Colori che non evocano le sensazioni che ci si aspetterebbe da un servizio come FedEx.

Questa azienda, infatti, ha deciso di fare una strategia di branding molto differente da McDonalds o Visa. Loro hanno scelto di andare all’opposto della norma. Hanno scelto di cambiare direzione e di scavalcare lo standard.

FedEx crea un forte contrasto tra loro e noi. Ci fa rimanere fuori dalla loro azienda. Nessuno crea un legame psicologico con il logo di FedEx. Per questo è sufficientemente forte per fare la differenza.

Conclusioni

Scegliere con cura i colori del proprio logo è certamente un percorso consigliato per qualsiasi azienda che decida di intraprendere un corretto percorso di marketing (anche se bisogna evitare di perdersi per strada ;). Ma dopotutto la bellezza degli esseri umani risiede nella loro capacità di distinguere e apprezzare le diversità. Parliamo lingue diverse e apprezziamo la bellezza in modi differenti. Siamo diversi nel colore della pelle e nelle caratteristiche del corpo. Siamo anche differenti nelle culture, nelle esigenze e nei sogni. Per questo la ricchezza più grande dell’umanità, è la diversità che ci contraddistingue. Quindi: sì alla psicologia del colore, ma con la giusta dose. Il tuo logo potrebbe essere bellissimo anche se è colorato in contrasto con le regole appena descritte.

Come hai potuto vedere, quindi, la psicologia del colore gioca un ruolo molto potente nel branding di un’azienda. Ma a volte si può saltare fuori dagli schemi. Si può andare controcorrente per focalizzarsi verso il reale obiettivo: creare un marchio memorabile; che lasci il segno e che sia ricordato per sempre.